martedì 29 novembre 2016

Porta un libro con te...pomeriggio al Caffè Letterario, Artemisia delka scrittrice inglese Lapierre.

Le vicende del romanzo Artemisia di Alexandra Lapierre ( Best Sellers di Mondadori) coincidono con le notizie sulla   censura libraria in Europa. Si conoscono  alcuni aspetti del contesto storico in cui visse Artemisia Gentileschi, la grande protagonista del romanzo storico che l’autrice franco-statunitense scrive con passione e   rigore storiografico nella
  della corposa bibliografia che chiude il libro e che offre  spunti di approfondimento. Una ricostruzione storiografica che  fa rivivere in modo suggestivo le atmosfere del tempo: i bassifondi del quartiere degli artisti di una Roma sul finire della Controriforma, il lusso della corte di Cosimo II de’ Medici a Firenze,  gli intrighi della Londra degli anni Trenta del XVII secolo.
E  a Londra si apre il romanzo, iniziando... dalla chiusura!  Febbraio del 1639,   il padre di Artemisia, Orazio Gentileschi, è scomparso da pochi giorni. Un lungo flashback  riporta al 1599 quando Artemisia ha appena sei anni e insieme al padre assiste a un tragico episodio del tempo, l’esecuzione di Beatrice Cenci che ha principalmente lo scopo di inquadrare  il contesto storico  e suggerisce quale fosse l’aria che si respirava a Roma negli anni della Controriforma.
Artemisia, in quarant’anni esatti di vita , ci racconta tutta la sua storia, senza tralasciare la tragica vicenda della violenza subita da Agostino Tassi, un altro dei tanti protagonisti del romanzo, e passando per tutti i suoi trasferimenti che la fecero girare per l’Italia  ed Europa. I pittori del tempo ci sono tutti, anche se destinati aa essere comparse: Caravaggio, Giovanni Baglione, il Cavalier d’Arpino, Cristofano Allori e tanti altri. Ma su tutti si evidenziano padre e figlia: gran parte del romanzo è basata proprio sul dualismo tra Orazio e Artemisia.
E' un libro che  offre  una ricostruzione rigorosa  dal punto di vista storico e  storico-artistico, anche se , trattandosi di un romanzo, viene dato spazio  ai dialoghi, pur rispettando sempre le vicende storiche.
In sostanza l'autrice r Alexandra Lapierre da' al lettore quegli strumenti di cui ha bisogno per capire la storia.
E nonostante l’argomento possa sembrare ostico,  si legge con facilità avvicinando il lettore alla storia dell’arte.
Infatti sembra di vedere quasi dal vivo le opere descritte durante le vicende. Singolare la presentazione dei capitoli del libro che portano i nomi di alcuni tra i più grandi capolavori di Artemisia Gentileschi e nell’edizione  proposta vi sono  le immagini dei dipinti di cui si parla nel  romanzo!

venerdì 21 ottobre 2016

Venerdì del libro con Francoise Sagan*** Bonjour Tristesse

FRANCOISE SAGAN CI ACCOMPAGNA
     IN QUESTO VENERDÌ  DEL LIBRO
           
               "Bonjour tristesse"

Doveva essere un'estate particolare per la giovane Cécile, quell'anno in Costa Azzurra, in quella magnifica villa bianca affacciata sul Mediterraneo, in compagnia del padre e di Elsa Mackenburg, ventottenne  giovane mondana , sua nuova amante.Nelle prime pagine del libro sappiamo  che Cécile è orfana di madre, ha trascorso un lungo periodo della sua vita in collegio; da due anni vive a Parigi col padre, Raimondo, un pubblicitario quarantenne.
Vita fra ozi, aperitivi, cene e conversazioni insulse con personaggi vuoti, quando arriva Anna Larsen una quarantenne  disegnatrice di moda,  ex amica della madre di Cecilia. Raffinata,  elegante, dalla  bellezza impenetrabile,  conquista subito il padre di Cécile che in pochi giorni vuole  interrompere la sua relazione con Elsa e di sposare Anne.
L'ammirazione nei suoi confronti non impedisce tuttavia  a Cecilia di vedere in Anne una rivale, una minaccia per la propria libertà, tanto da mettere in scena, grazie alla complicità di Elsa e dell'amico Cyril, un gioco sottile e ben organizzato  per dividere i due amanti.
Un piano perfetto, ma con esiti  più drammatici e devastanti di quanto Cécile avesse mai potuto prevedere.
Un altro personaggio, Cirillo, venticinquenne studente di legge, proprietario di una barca a vela, anch'egli in vacanza con la madre, corteggiatore di Cécile.
Con lui perde la verginità. Con  noncuranza. Per noia o per colpire la sua vita di adolescente , ricca e viziata.
Cosa dice la Sagan  su questa tristezza?
Com'era la Sagan?

"Esito ad apporre il nome, il bel nome grave di tristezza su questo sentimento, del quale la noia, la dolcezza mi ossessionano. È un sentimento così completo, così egoista che io quasi me ne vergogno mentre la tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto, e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su me come una seta, snervante e dolce, e mi separa dagli altri.In quell'estate avevo diciassette anni ed ero perfettamente felice. Gli "altri" erano mio padre ed Elsa, la sua amante."

D'altronde la stessa vita di Francoise Sagan è una vita vissuta con tristezza.
Personaggio tormentato della cultura francese, con una vita proiettata sempre sopra le righe, Sagan ama soltanto le intelligenze tristi,  e le lunghe fughe, il whisky, la droga,  sono mezzi che nascono dall'enigma della vita di questa scrittrice.
I pettegolezzi che correvano sul suo conto per il suo modo di vivere assai  spericolato non la toccavano, diceva che non aveva nulla contro le droghe: "Semplicemente - ammiccava sorridendo - l'alcool mi basta, e il resto mi incute paura".
Una vita triste come questo suo libro che la rese famosa. Essa  aveva "Bonjour" come "griffe".
«Bonjour tristesse» inaugurò  un genere letterario, e fu sùbito uno scandalo, ma non venne censurato per l'esplicità del linguaggio, tradotto  in quindici lingue e venduto in  due milioni di copie,  divenne  un film nel 1958 per la regia di Otto Preminger, con interpreti Jean Seberg, David Niven e Deborah Kerr.
Francoise Sagan aveva scritto il libro  non  ancora diciassette anni ed era stato suo padre a firmare il contratto, perché lei era minorenne, e le aveva imposto  uno pseudonino.
Tutte le ragazzine sono esperte dell'amore. L'unica cosa che aumenta è la loro capacità di soffrire per colpa dell'amore.

mercoledì 19 ottobre 2016

Caffè Letterari...in poesia

All’Autunno” di John Keats

Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
Tu, intima amica del sole al suo culmine,
Che con lui cospiri per far grevi e benedette d'uva
Le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
Tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
E colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
Tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
I gusci di nòcciola e ancora fai sbocciare
Fiori tardivi per le api, illudendole
Che i giorni del caldo non finiranno mai
Perché l'estate ha colmato le loro celle viscose:

Chi non ti ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
Seduta senza pensieri sull'aia
Coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
O sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
Intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
Risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
La testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
O, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.

E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una tua musica ce l'hai -
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:
Allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
Dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
Piangono tra i salici del fiume,
E agnelli già adulti belano forte dal baluardo dei colli,
Le cavallette cantano, e con dolci acuti
Il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:
Si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.

martedì 18 ottobre 2016

Rubrica Porta un libro con te 14* lettura...Buzzati- Il deserto dei Tartari.

La solitudine della sofferenza

"Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prendere su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della
vita".
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari

mercoledì 12 ottobre 2016

Rubrica @Porta un libro con te... eccoci nella provincia americana negli anni 50 ...I peccati di Peyton Place.

  @Porta un libro con te



"I peccati di Peyton Place,  caso letterario che sconvolse l’America romanzo di Grace Metalious.
Tra scandalo e approvazione, fu pubblicato in Italia nel 1956 , proibito in Sud Africa fino al 1978, bandito in Indiana, Rhode Island e Canada, il romanzo Peyton Place, che nella stesura originale si chiamava The Tree and the Blossom, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione editoriale.
http://www.ciao.it/I_peccati_di_Peyton_Place_Grace_Metalious__Opinione_1733605La casalinga 32enne Grace Metalious,  la scrittrice, madre di tre bambini, moglie di un’insegnante, di origini francesi, nata nel New Hampshire da genitori canadesi poi trasferitisi in New England pensò  di dedicarsi al racconto di ciò  che avveniva nel piccolo centro dive viveva. E proprio in New England, tra il 1939 e il 1945, è ambientato il suo libro che sconvolse l’opinione pubblica negli anni 50 al suo apparire in tutte le librerie d’America e d’oltreoceano. Dal linguaggio schietto ed impudico, il romanzo di Grace  passò  velocemente di mano in mano vendendo 100.000 copie solo nella prima settimana dopo la sua uscita. Dieci anni dopo è il libro di narrativa più venduto di tutti i tempi anche di  Via col Vento. Nel 1975 è quarto dopo Il Padrino, L’esorcista e Il buio oltre la siepe.
Si può  dire  un fulmine a ciel sereno nell’America perbenista degli anni 50, e Grace Metelious  presenta  al suo pubblico nelle  sue pagine senza alcuna edulcorazione i temi del suicidio, dell’aborto, del sesso, del desiderio sessuale degli adolescenti, dell’adulterio.
Il romanzo fu definito scandaloso e questo, unito alla ben studiata campagna di marketing che tendeva  a dare  un’immagine virtuosa della sua scrittrice — una qualunque casalinga di provincia con la passione per la scrittura, legata al suo ruolo di madre premurosa e moglie devota — decretò l’impareggiabile successo di Peyton Place.
coverQuasi subito, un mese dopo la sua comparsa nelle librerie, ne vennero venduti i diritti cinematografici alla Twentieth Century Fox che ne realizzò  un film con Lina Turner uscito nelle sale l’anno successivo. Ma il romanzo cominciò a cambiare per mezzo di   piccole modifiche per renderlo  quello che l’America doveva essere: immagine patinata degli anni 50 che è giunta fino a noi.
Certamente pur con  l'operazione commerciale portata avanti  dagli editori, Peyton Place resta un libro da leggere per  gustare  la magia delle descrizioni, la forza dei personaggi, la rivoluzione dell' intreccio.
Si e' abbastanza  lontani dagli anni 50, quando il romanzo fu edito  e ben più lontani dagli anni 40 durante i quali la storia è ambientata, ma si scorgono   tra le pagine della Metalious le stesse dinamiche umane che caratterizzano piccole e grandi città di oggi....Tra scandalo e approvazione. Il caso letterario che sconvolse l’America"


"Peyton Place  di Grace Metalious è stato un romanzo di svolta, che ha strappato il velo su un'intera epoca e sulla vita di quella che, all'apparenza, è una piccola cittadina popolata da gente come si deve....leggerlo è un po' come spiare dietro le tende delle case degli altri per scoprire quali sono i loro scheletri nell'armadio."





lunedì 15 agosto 2016

Ferragosto...@porta un libro con te...30 SETTIMANE DI LIBRI #27



15 Agosto...una carrellata di libri da tenere ...
al fresco!!

Antonio Fusco, La pietà dell’acqua:" Caldo. Un maledetto caldo afoso che toglieva il respiro. Non erano ancora le undici del mattino e già si boccheggiava. L’umidità mista a sudore impregnava gli abiti e bagnava la fronte. Sembrava di tenere la testa in una bolla di vetro […] per quale cazzo di motivo si deve ammazzare una persona il giorno di Ferragosto? È vero, la gente con il caldo perde la testa più facilmente.


  Alberto Moravia, Scherzi di Ferragosto:" Eccoci nella pineta, al crocicchio dove sono i limonari, con i gitanti stesi all’ombra dei pini, le radio accese, i cartocci e le bottiglie di Ferragosto




Pier Paolo Pasolini:"Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli colpevolmente incoscienti".


Patrick Modiano, Viaggio di nozze, traduzione di Leonella Prato Caruso:"Ritorneranno ancora le giornate estive, ma il caldo non sarà mai più così opprimente, né le strade così deserte come quel martedì a Milano. Era il giorno dopo Ferragosto.



Alberto Moravia, Scherzi di Ferragosto:" Tutto mi andava male quell’estate e, come venne Ferragosto, mi trovai a Roma senza amici, senza donne, senza parenti, solo. 

...e per finire ...Ferragosto in poesia



Gianni Rodari 



Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda, gli dirò
questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.